Salve a tutti e benvenuti a quello che si prospetta come l’angolo delle interviste di LoLitalia.
Qui il sottoscritto cercherà, stanerà ed intervisterà i migliori progamer italiani (e non solo) per raccontarvi la loro storia.
Oggi intervisto Achab, soprannominato il “King of the jungle” italiano; un player che molti di voi già conoscono e che rappresenta uno dei più grandi lollisti attualmente in circolazione nel panorama del gaming nostrano.
Ciancio alle bande dunque e partiamo con le domande.

Allora Achab, quando hai deciso di diventare un progamer?
E’ stato un processo graduale o una decisione ragionata?

Non ho mai deciso di diventare un progamer, da che sono piccolo ho sempre seguito questa mia passione.
Ho incominciato a prendere il gioco seriamente quando nella mia città c’era una LAN dove si ritrovavano i migliori giocatori di starcraft, wow e dota; erano i proplayer di allora quando io ancora ero giovane e non sapevo cosa fosse questa roba qui.
Mi sono accorto di essere diventato un progamer nel momento in cui ho visto che la fatica ed il tempo passato a giocare mi avevano portato a risultati seri ma soprattutto quando ho incominciato a ricevere un feedback dalla community.

Ti ritieni un buon progamer?

Il progamer ha tante qualità ma non sono tutte obbligatorie. Io sono un progamer nel senso che sono bravo a questo gioco, conosco le meccaniche, le studio e aiuto chi ha bisogno, inoltre sono generalmente una persona gentile e disponibile.
Non sono un progamer perchè non guadagno soldi da questa attività e non punto, ne punterò mai, a diventare famoso o a vivere di questo.
Semplicemente sono forte, cioè, so giocare.

Quanto tempo dedichi al gaming?

Quello che posso, fosse per me passerei tutti i giorni di tutta la settimana di tutta la mia vita a giocare.
Poi fra tutti gli impegni, il lavoro, la fidanzata… non più di 2 ore al giorno, al massimo faccio streaming nei weekend.

Fai altri giochi a parte LoL?

Da quando ho memoria di me gioco a tutti i giochini che mi sono passati per le mani, il mio obiettivo principale è sempre stato carpirne le meccaniche e tutto quello che c’era da capire per diventare il migliore.
Ho cominciato col Gameboy quando ero piccolo, poi ho giocato praticamente a tutte le console disponibili e a tutti i generi: RTS, sparatutto, macchine… Tutto quello a cui posso puntare in un gioco ho sempre tentato di raggiungerlo, anche se al momento non c’è nulla a cui mi dedichi come a LoL.

Quali sono i tuoi progetti futuri come gamer?
Qualche team pro in vista?

Non ho progetti futuri perchè mi sto allontanando da quello che è il panorama del gaming, adesso sono un coach. Ritirandomi da player per questioni di tempo seguo il team dall’esterno invece che dall’interno, aiuto i ragazzi che vogliono imparare.

Quanto ritieni che sia utile il coaching e quali sono i punti chiave della tua dottrina?

Il coaching secondo me è molto importante perchè ti aiuta a saltare quei gradini che sennò uno deve fare da solo.
Come in tutti gli sport se vuoi migliorare puoi pagare qualcuno che ne sa più di te e che ti insegna a giocare meglio, sennò fai da solo, ma ci metti di più.
Io non mi sono fatto coachare da qualcuno, quello che so l’ho imparato nei miei 4 anni di gioco, se uno che gioca da 2 mesi e che vuole imparare qualcosa viene da me è chiaro che io ho molto da insegnargli, sia per le basi sia riguardo meccaniche più complesse, dipende dal livello.
In più ho sempre avuto dei buoni feedback dai miei allievi perchè sono sincero e posso dire che qualcosa su questo gioco l’ho capita.

Qual è il tuo champ preferito in questa season e com’è cambiato il tuo modo di junglare con le novità introdotte?

La season 4 mi ha trovato impreparato, i miei champ più giocati (Lee sin, Elise, VI) sono stati gia nerfati o stanno per esserlo.
Il meta attuale, come quello della season scorsa, è ancora incentrato sulla mobility e penso che dovrò studiarmi un champ con molti gap closer che non sia fra quelli che giocavo prima, ma sarà dura.

Hai un team o un giocatore preferito nell’ambito del progaming mondiale?

Guarda, io ho sempre seguito i Moscow 5, quelli che adesso sono i Gambit e mi è sempre piaciuto Diamondprox, anche se forse mi impersono di più con Alex Ich, perchè o riesco a dominare il game da subito oppure resto indietro.
Poi mi piace Meteos perchè riesce a farmare una quantità di cs impressionante. Davvero non so come faccia, il mio obiettivo sarebbe riuscire a farmare quanto lui.

Cosa ne pensi del fatto che in questa season come in quelle passate ci sia un predominio koreano?
Qualcosa di genetico forse?

La verità è che sono di più e sono un popolo che si impegna con molta dedizione e serietà in quello che fa, mentre noi spesso non prendiamo il progaming abbastanza sul serio nonostante ci mettiamo molto impegno.
Per loro è una passione da anni, hanno la cultura del progaming da molto più tempo, gia 10 anni fa avevano i tornei a livello nazionale con premi e cose così, noi ci stiamo arrivando ora.

Quando fai gli stream presti molta attenzione a quello che ti chiede il tuo pubblico?

Dipende dal tipo di streaming che sto facendo.
Se sto facendo una cosa tranquilla ci mancherebbe altro, mi piace dialogare con la chat e fare quello che mi chiedono.
Se sto facendo una SoloQ più che altro spiego ciò che faccio, punto. Sto facendo uno streaming, lo stream è il mio e sono rsponsabile dei miei pick e di come gioco, se facessi quello che mi dicono gli altri allora non avrebbe più senso.
Il bello dello streaming è proprio questo: guardare come uno gioca, il suo playstyle e capire che tipo di persona è.

Pensi che il progaming possa essere un lavoro vero e proprio?

Si, assolutamente. Ci vuole la passione, da cui nasce la skill però ci vogliono anche tempo e ci vogliono i soldi.
Purtroppo queste cose, anche se le hai tutte e tre, funzionano molto meglio nel resto del mondo rispetto all’Italia perchè noi siamo molto indietro rispetto all’esport.
Però si, ci sono gia molte persone nel mondo che guadagnano e vivono di questo e penso sia una professione a tutti gli effetti.

Che consigli daresti a qualcuno che vuole diventare un progamer?

Innanzitutto devi raggiungere il top, devi dimostrare a te stesso di potercela fare, di poter raggiungere certi risultati.
Se hai 15 anni, sei appassionato e ti piace capire quello che c’è dietro al gioco, non soltanto giocare per giocare, allora credici sino in fondo.
La cosa interessante dell’esport è che tu lo fai seduto da casa, cioè io accendo il pc, per un anno faccio streaming, poi se mi piace continuo, se non mi piace è stata una bella esperienza.
E se vedi che hai un buon feedback vai avanti.

Ti capita mai di rageare? Pensi che l’atteggiamento di un player influisca ai fini della partita?

Uno dei motivi per cui molte persone salgono e molte non salgono è l’atteggiamento che uno ha nei confronti del game.
Nei miei 4 anni di esperienza ne ho viste di tutti i colori e ti posso dire che le persone che anche nella sconfitta si impegnano, si tirano su le maniche e cercano di giocare bene quelle partite lì le vincono.
L’atteggiamento conta tantissimo, anzi ti posso dire una cosa, l’atteggiamento è la base, se ce l’hai puoi sperare di salire, altrimenti anche se sei forte non riesci ad andare lontano.
L’atteggiamento deve essere di cooperazione, non stai facendo un gioco single player in cui puoi perdere tutte le volte che vuoi tanto non ti cambia niente. Se giochi a LoL accetti la competizione, accetti di giocare in una squadra e siccome non puoi disdire il team in cui ti trovi l’unica cosa che puoi fare è comportarti bene nella speranza che il prossimo si comporti bene lo stesso.

Mi è piaciuta molto questa tua risposta, ma come mai hai scelto il jungler?
E’ stato amore a prima vista o ci sei arrivato piano piano a questo ruolo?

Guarda, punto primo io sono di background un assassin, ho sempre giocato i personaggi o le classi aggressive che vanno dentro e uccidono tutto quello che si muove senza troppi problemi, senza troppi rancori e soprattutto senza troppe spell.
Il jungler è un ruolo che sicuramente mi appartiene, mi piace fare mordi e fuggi, andare ad uccidere e poi scomparire, queste cose molto sneaky, molto da rogue, da assassino.
Punto secondo, non ho scelto subito il mio ruolo, sono arrivato al diamond 2 giocando tutti i ruoli, perchè se vuoi diventare un proplayer devi saper giocare tutto.
Poi al diamond 1 giocavo l’adc e prendevo bastonate dal main adc avversario, support stessa cosa, mid più o meno uguale ma quando giocavo jungler continuavo nonostante tutto a battere i vari daimond 1 jungler o challenger jungler, quindi mi sono detto: beh, ho trovato la mia strada.
Però so giocare tutto, altrimenti non sarei potuto arrivare così in alto.

Quindi ritieni che per essre un buon giocatore bisogna masterare tutti i ruoli?

Assolutamente! Bisogna essere in grado di gestire tutti gli aspetti del gioco.
Non puoi giocare a LoL se non sai le tempistiche dei vari ruoli, bisogna sapere tutto.

Quale deve essere la qualità principale di un buon jungler?

Bisogna essere veloci e bisogna avere champ che puliscono bene la jungla, più velocemente lo fai meglio è.
Il jungler deve essere ovunque, o almeno agli occhi dell’avversario deve sembrare che sia così.

Qual’ è stata la tua soddisfazione più grande durante questi 4 anni di carriera?

Conoscere un sacco di gente interessante e fare tante amicizie.

E la tua giocata migliore?

Guarda, per fortuna io prendo molti rischi, quindi giocate di cui sono contento ne ho fatte tante.
Forse la mia preferita è stata la prima che ho portato in streaming e che più persone sono riuscite a vedere.
Finchè sono io, sono contentissimo delle giocate che faccio ogni giorno, ogni gioco, ogni game; però farle vedere agli altri per me è la soddisfazione più grande.
In questo caso l’Udyr, una giocata assurda al dimoand 1 in cui sono andato 2vs4 e li abbiamo uccisi tutti, partita di 10 minuti, mi hanno chiamato il GG ed è finita.

Una partita in cui hai incontrato un proplayer famoso a cui hai dato una lezione?

Guarda, la season 2, quando divenne famoso Shushei, che era fortissimo, io gli devo un favore, perchè ero in promo per diamond e l’ultimo match mi son ritrovato lui mid in team che fece 9/0 con gragas. Ero contentissimo.
E’ successo che dopo l’ho incontrato contro di me la season successiva e l’ho battuto in streaming, lui giocava Nami mid, io Udyr jungle e c’è stato un bel fight dove si son decise le sorti dell’incontro e abbiamo vinto.
Mi sono preso una gran bella soddisfazione.

Quale pensi che sia il tuo peggior difetto?

L’incostanza, non mantengo sempre il mio livello, non gioco sempre come un diamond 1.

Ultime 2 domande: cosa ne pensi di Meatball?

E un bravo ragazzo ma ha molto da imparare.

Un saluto ai lettori?

Un saluto a tutti i lettori e a tutti quelli che ci seguiranno e sono appassionati di League of Legends, bella per tutti!

Grazie mille Achab per la disponibilità.
Noi ci lasciamo con alcuni highlight del King of the jungle italiano e con i link del suo canale facebook e di twitch.
Alla prossima intervista!
Meatball

Achab’s FaceBook | Achab’s Twitch

Achab udyr 2 vs 4! OMG!

Achab vs Shushei! Who will rise?

Riven jungle peeeeentakill!

https://www.youtube.com/watch?v=qTdpaNCRoYwSalve a tutti, e benvenuti a quello che si prospetta come l’angolo delle interviste di LoLitalia.
Qui il sottoscritto cercherà, stanerà ed intervisterà i migliori progamer italiani (e non solo) per raccontarvi la loro storia.
Oggi intervisto Achab, meglio noto come il “king of the jungle” italiano; un player che molti di voi gia conoscono e che rappresenta uno dei più grandi lollisti attualmente in circolazione nel panorama del gaming nostrano.
Ciancio alle bande dunque e partiamo con le domande.

Allora Achab, quando hai deciso di diventare un progamer?
E’ stato un processo graduale o una decisione ragionata?

Non ho mai deciso di diventare un progamer, da che sono piccolo ho sempre seguito questa mia passione.
Ho incominciato a prendere il gioco seriamente quando nella mia città c’era una lan dove si ritrovavano i migliori giocatori di starcraft, wow e dota; erano i proplayer di allora quando io ancora ero giovane e non sapevo cosa fosse questa roba qui.
Mi sono accorto di essere diventato un progamer nel momento in cui ho visto che la fatica ed il tempo passato a giocare mi avevano portato a risultati seri ma soprattutto quando ho incominciato a ricevere un feedback dalla community.

Ti ritieni un buon progamer?

Il progamer ha tante qualità ma non sono tutte obbligatorie. Io sono un progamer nel senso che sono bravo a questo gioco, conosco le meccaniche, le studio e aiuto chi ha bisogno, inoltre sono generalmente una persona gentile e disponibile.
Non sono un progamer perchè non guadagno soldi da questa attività e non punto, ne punterò mai, a diventare famoso o a vivere di questo.
Semplicemente sono forte, cioè, so giocare.

Quanto tempo dedichi al gaming?

Quello che posso, fosse per me passerei tutti i giorni di tutta la settimana di tutta la mia vita a giocare.
Poi fra tutti gli impegni, il lvaoro, la fidanzata… non più di 2 ore al giorno, al massimo faccio streaming nei weekend.

Fai altri giochi a parte LoL?

Da quando ho memoria di me gioco a tutti i giochini che mi sono passati per le mani, il mio obbiettivo principale è sempre stato carpirne le meccaniche e tutto quello che c’era da capire per diventare il migliore.
Ho cominciato coi pokeomon, catturandoli tutti e completando il pokedex. Tutto quello a cui posso puntare in un gioco ho sempre tentato di raggiungerlo, anche se al momento non c’è nulla a cui mi dedichi come a LoL.

Quli sono i tuoi progetti futuri come gamer?
Qualche team pro in vista?

Non ho progetti futuri perchè mi sto allontanando da quello che è il panorama del gaming, adesso sono un coach. Ritirandomi da player per questioni di tempo seguo il team dall’esterno invece che dall’interno, aiuto i ragazzi che vogliono imparare.

Quanto ritieni che sia utile il coaching e quali sono i punti chiave della tua dottrina?

Il coaching secondo me è molto importante perchè ti aiuta a saltare quei gradini lì che senno uno deve fare da solo.
Come in tutti gli sport se vuoi migliorare puoi pagare qualcuno che ne sa più di te e che ti insegna a giocare meglio, senno fai da solo, ma ci metti di più.
Io non mi sono fatto coachare da qualcuno, quello che so l’ ho imparato nei miei 4 anni di gioco, se uno che gioca da 2 mesi e vuole imparare qualcosa viene da me è chiaro che io ho molto da insegnargli, sia per le basi sia riguardo a meccaniche più complesse, dipende dal livello.
In più ho sempre avuto dei buoni feedback dai miei allievi perchè sono sincero e posso dire che qualcosa su questo gioco l’ho capita.

Qual è il tuo champ preferito in questa season e com’ è cambiato il tuo modo di junglare con le novità introdotte?

La season 4 mi ha trovato impreparato, I miei champ più giocati (Lee sin, Elise, VI) sono stati gia nerfati o stanno per esserlo.
Il meta attuale, come quello della season scorsa, è ancora incentrato sulla mobility e penso che dovrò studiarmi un champ con molti gap closer che non sia fra quelli che giocavo prima, ma sarà dura.

Hai un team o un giocatore preferito nell’ambito del progaming mondiale?

Guarda, io ho sempre seguito i Moscow 5, quelli che adesso sono i Gambit e mi è sempre piaciuto Diamond, anche se forse mi impersono di più con Alex Ich, perchè o riesco a dominare il game da subito oppure resto indietro.
Poi mi piace Meteos perchè riesce a farmare una quantità di cs impressionante. Davvero non so come faccia, il mio obbiettivo sarebbe riuscire a farmare quanto lui.

Cosa ne pensi del fatto che in questa season come in quelle passate ci sia un predominio koreano?
Qualcosa di genetico forse?

La verità è che sono di più e sono un popolo che si impegna con molta dedizione e serietà in quello che fa, mentre noi spesso non prendiamo il progaming abbastanza sul serio nonostante ci mettiamo molto impegno.
Per loro è una passione da anni, hanno la cultura del progaming da molto più tempo, gia 10 anni fa avevano i tornei a livello nazionale con premi e cose così, noi ci stiamo arrivando ora.

Quando fai gli stream presti molta attenzione a quello che ti chiede il tuo pubblico?

Dipende dal tipo di streaming che sto facendo.
Se sto facendo una cosa tranquilla ci mancherebbe altro, mi piace dialogare con la chat e fare quello che mi chiedono.
Se sto facendo una soloq più che altro spiego ciò che faccio, punto. Sto facendo uno streming, lo stream è il mio e sono rsponsabile dei miei pick e di come gioco, se facessi quello che mi dicono gli altri allora che non avrebbe più senso.
Il bello dello streaming è proprio questo: guardare come uno gioca, il suo playstyle e capire che tipo di persona è.

Pensi che il progaming possa essere un lavoro vero e proprio?

Si, assolutamente. Ci vuole la passione, da cui nasce la skill però ci vogliono anche tempo e ci vogliono i soldi.
Purtroppo queste cose anche se le hai tutte e tre funzionano molto meglio nel resto del mondo rispetto all’Italia perchè noi siamo molto indietro rispetto all’ esport.
Però si, ci sono gia molte persone nel mondo che guadagnano e vivono di questo e penso sia una professione a tutti gli effetti.

Che consigli daresti a qualcuno che vuole diventare un progamer?

Innanzitutto devi raggiungere il top, devi dimostrare a te stesso di potercela fare, di poter raggiungere certi risultati.
Se hai 15 anni, sei appassionato e ti piace capire quello che c’è dietro al gioco, non soltanto giocare per giocare, allora credici sino in fondo.
La cosa interessante dell’esport è che tu lo fai seduto da casa, cioè io accendo il pc, per un anno faccio streaming, poi se mi piace continuo, se non mi piace è stata una bella esperienza.
E se vedi che hai un buon feedback vai avanti.

Ti capita mai di rageare?Pensi che l’atteggiamento di un player influisca ai fini della partita?

Uno dei motivi per cui molte persone salgono e molte non salgono è l’atteggiamento che uno ha nei confronti del game.
Nei miei 4 anni di esperienza ne ho viste di tutti i colori e ti posso dire che le persone che anche nella sconfitta si impegnano, si tirano su le maniche e cercano di giocare bene quelle partite lì le vincono.
L’atteggiamento conta tantissimo, anzi ti posso dire una cosa, l’atteggiamento è la base, se ce l’hai puoi sperare di salire, altrimenti anche se sei forte non riesci ad andare lontano.
L’atteggiamento dev’essere di cooperazione, non stai facendo un gioco single player in cui puoi perdere tutte le volte che vuoi tanto non ti cambia niente. Se giochi a LoL accetti la competizione, accetti di giocare in una squadra e siccome non puoi disdire il team in cui ti trovi l’unica cosa che puoi fare è comportarti bene nella speranza che il prossimo si comporti bene lo stesso.

Mi è piaciuta molto questa tua risposta, ma come mai hai scelto il jungler?
E’ stato amore a prima vista o ci sei arrivato piano piano a questo ruolo?

Guarda, punto primo io sono di background un assassin, ho sempre giocato i personaggi o le classi aggressive che vanno dentro e uccidono tutto quello che si muove senza troppi problemi, senza troppi rancori e soprattutto senza troppe spell.
Il jungler è un ruolo che sicuramente mi appartiene, mi piace fare mordi e fuggi, andare ad uccidere e poi scomparire, queste cose molto sneaky, molto da rogue, da assassino.
Punto secondo, non ho scelto subito il mio ruolo, sono arrivato al diamond 2 giocando tutti i ruoli, perchè se vuoi diventare un proplayer devi saper giocare tutto.
Poi al diamond 1 giocavo l’adc e prendevo una scopata atroce dal main adc avversario, support stessa cosa, mid più o meno uguale ma quando giocavo jungler continuavo nonostante tutto a battere i vari daimond 1 jungler o challanger jungler, quindi mi sono detto: beh, ho trovato la mia strada.
Però so giocare tutto, altrimenti non sarei potuto arrivare così in alto.

Quindi ritieni che per essre un buon giocatore bisogna saper masterare tutti i ruoli?

Assolutamente! Bisogna essere in grado di gestire tutti gli aspetti del gioco.
Non puoi giocare a LoL se non sai le tempistiche dei vari ruoli, bisogna sapere tutto.

Quale deve essere la qualità principale di un buon jungler?

Bisogna essere veloci e bisogna avere champ che puliscono bene la jungla, più velocemente lo fai meglio è.
Il jungler deve essere ovunque, o almeno agli occhi dell’avversario deve sembrare che sia così.

Qual’ è stata la tua soddisfazione più grande durante questi 4 anni di carriera?

Conoscere un sacco di gente interessante e fare tante amicizie.

E la tua giocata migliore?

Guarda, per fortuna io prendo molti rischi, quindi giocate di cui sono contento ne ho fatte tante.
Forse la mia preferita è stata la prima che ho portato in streaming e che più persone sono riuscite a vedere.
Finchè sono io, sono contentissimo delle giocate che faccio ogni giorno, ogni gioco, ogni game; però farle vedere agli altri per me è la soddisfazione più grande.
In questo caso l’Udyr, una giocata assurda al dimoand 1 in cui sono andato 2 v 4 e li abbiamo uccisi tutti, partita di 10 minuti,mi hanno chiamato il GG ed è finita.

Una partita in cui hai incontrato un proplayer famoso a cui hai dato una lezione?

Guarda, la season 2, quando divenne famoso Shushei, che era fortissimo, io gli devo un favore, perchè ero in promo per diamond e l’ultimo match mi son ritrovato lui mid in team che fece 9/0 con gragas. Ero contentissimo.
E’ successo che dopo l’ho incontrato contro di me la season successiva e l’ho masticato in streaming, lui giocava Nami mid, io Udyr jungle e c’è stato un bel fight dove si son decise le sorti dell’incontro e abbiamo vinto.
Mi sono preso una gran bella soddisfazione.

Quale pensi che sia il tuo peggior difetto?

L’incostanza, non mantengo sempre il mio livello, non gioco smpre come un diamond 1.

Ultime 2 domande: cosa ne pensi di Meatball?

E un bravo ragazzo ma ha molto da imparare.

Un saluto ai lettori?

Un saluto a tutti i lettori e a tutti quelli che ci seguiranno e sono appassionati di League of Legends, bella per tutti!

Grazie mille Achab per la disponibilità.
Noi ci lasciamo con alcuni highlight del King of the jungle italiano e con i link del suo canale facebook e di twitch.
Alla prossima intervista!
Meatball

https://www.facebook.com/achablol?fref=ts

http://www.twitch.tv/achab89/c/3046513

Achab udyr 2 vs 4!OMG!

Achab vs Shushei! Who will rise?

Riven jungle peeeeentakill!

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